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Catania, la Polizia individua anche il secondo cavallo impiegato per corse clandestine a Palagonia

Dopo serrati controlli nelle stalle del quartiere di San Cristoforo, la Polizia di Stato ha individuato e salvato il secondo cavallo impiegato per la competizione sportiva non autorizzata avvenuta nei giorni scorsi nel territorio di Palagonia.

Nelle ore successive alla gara clandestina svoltasi nelle campagne del calatino, i poliziotti della Squadra a Cavallo dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno individuato la stalla dove si trovava uno dei due equidi, un puledro di 7 mesi, che era stato impiegato per la citata corsa. Gli agenti, infatti, erano venuti a conoscenza della corsa da poco terminata e, immediatamente, avevano avviato le indagini per risalire ai responsabili. Il primo cavallo è stato subito individuato e sequestrato, mentre il secondo non era stato trovato nell’immediatezza in quanto era stato nascosto in una stalla abusiva della provincia per impedire che fosse trovato dalla Polizia.

I serrati controlli nel quartiere San Cristoforo da parte dei poliziotti della Questura hanno fatto determinare i responsabili ad assumersi ogni responsabilità, dissociandosi dal comportamento di alcuni partecipanti alla competizione non autorizzata.

Oltre al sequestro del cavallo, in una stalla del quartiere San Cristoforo, sono stati sequestrati il calesse ed i finimenti utilizzati durante la corsa.

Con la collaborazione dei medici veterinari dell’Asp, l’equide è stato identificato con l’applicazione del microchip, è stato sequestrato ed affidato ad un’azienda specializzata che se ne prenderà cura così da scongiurare un nuovo impiego nelle competizioni non autorizzate tra animali o la ben più grave pratica della macellazione clandestina finalizzata ad impedire alla Polizia di trovarlo e ricostruire così gli affari illeciti connessi alle corse clandestine.

Il proprietario è stato denunciato, ferma restando la presunzione di innocenza dell’indagato valevole ora e fino a condanna definitiva, e nei suoi confronti sono state comminate sanzioni per un ammontare di 13 mila euro.

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