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Impresa e formazione, a lezione di imprenditoria catanese. Chiuso il progetto con l’Università di Boston

Tre settimane dedicate allo studio dell’ecosistema imprenditoriale locale. Partendo da Catania, passando per le aree interne siciliane, Riesi e Agrigento, e per il sud Est, Ragusa, Siracusa,  Marzamemi e Noto, per poi spostarsi a Taormina, Isole Eolie e infine l’Etna,  20 ragazzi della Northeastern University di Boston, arrivati a Catania (nell’ambito del progetto “Sicily dialog of civilizations: itinerary entrepreneurship and global consulting in Italy”), hanno conosciuto una pluralità di modelli imprenditoriali in una regione caratterizzata da una forte eterogeneità economica e sociale.

A conclusione del percorso didattico, organizzato dalla School of Business and Management-NEU in collaborazione con il Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università di Catania, e il coordinamento del direttore Accademico di IDEA Venture Accelerator-Northeastern University, Jack Salerno  e della professoressa Giorgia M. D’Allura, associata del Dipartimento DEI e coordinatrice scientifica locale UniCT-NEU, gli studenti hanno sostenuto un esame presentando le relazioni, frutto degli  approfondimenti sui “casi aziendali” proposti: “Mangimi Leone” e “Tomarchio Pasticceria Siciliana”, due imprese fortemente radicate sul territorio. “I ragazzi hanno saputo raccontare le opportunità delle due realtà aziendali, cogliendo le sfide dei mercati internazionali”, ha sintetizzato Giorgia M. D’Allura.

“Nelle Business School degli Stati Uniti hanno un grande interesse a studiare i modelli di business della Sicilia basati prevalentemente sul ruolo dell’impresa familiare – ha dichiarato il direttore del Dipartimento  Economia ed Impresa, Roberto Cellini – un’esperienza che arricchisce gli studenti statunitensi che hanno l’opportunità di incontrare docenti e imprenditori e confrontarsi con casi studio del territorio”.

Quest’anno il progetto ha allargato i suoi confini, i ragazzi hanno conosciuto tante realtà oltre i casi studio, come la ST Microelettronics a Catania e Cantine Nicosia Sull’Etna, espressione tanto diverse ma che tracciano le linee di un tessuto imprenditoriale ed economico della provincia di Catania, che  risulta particolarmente variegato in numerosi settori.

Ricco di spunti, poi, l’entroterra siciliano. “Il racconto delle imprese di quest’area– ha spiegato la coordinatrice – ha messo al centro il ruolo delle famiglie”. Le esperienze di cantina Patrì di Riesi e Gruppo Romano di Caltanissetta sono state al centro di business presentation e performances con il “Teatro d’Impresa”, format innovativo che fa parte dello spin-off “ConnessiIN” (https://connessin.it) dell’università di Catania, fondato dalla docente e attivo dal 2017. “Il teatro d’impresa – sottolinea Giorgia D’Allura – ci permette di spiegare la complessità delle imprese familiari e soprattutto di sperimentarne e raccontarne le dinamiche”.

A Riesi, i ragazzi sono stati ospitati dal Servizio Cristiano, istituto valdese, realtà impegnata da anni in attività di formazione mirate alla crescita delle comunità interne, spesso segnate dallo spopolamento e che con il Dipartimento di Economia ed Impresa realizza il progetto “Visione Riesi”. “Visione Riesi è nato per sviluppare imprenditoria e pensieri imprenditoriali e far partire nuove imprese nel territorio”, ha commentato il direttore di Servizio Cristiano, Wojje Nedzewicz. Come la storia di rientro nella propria terra di due fratelli Sara e Giuseppe che nel 2020, in tempo di Covid hanno lasciato Milano per ristabilirsi a Riesi ed aprire un locale moderno e dinamico, la “Muffuletteria, pane cunzatu bistrot”, puntando su un prodotto tipico delle zone, con cui producono anche la prima birra artigianale “RESTA”, fermentata con il pane raffermo.

“Tutto ciò è stato accolto con molto entusiasmo dagli studenti ”, ha concluso Giorgia D’Allura che nel ringraziare tutti i partecipanti, i collaboratori (Ilenia Nizza, Vanessa Scaletta, Rachel Tulk, Gianni Diarbi) e la Cityn Srl per la partnership logistica, ha già annunciato la nuova edizione 2027.

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