Rafforzare il sistema territoriale di accoglienza e presa in carico dei Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA), con particolare attenzione ai ragazzi più vulnerabili e portatori di bisogni specifici. È questo l’obiettivo di “Équipe in rete – Azioni innovative di potenziamento del sistema locale di supporto agli MSNA” (PROG-1123), il progetto FAMI 2021-2027 presentato questa mattina, a Palermo, dai rappresentanti del partenariato composto dal Consorzio Umana Solidarietà s.c.s., Opera Prossima s.c.s., San Francesco s.c.s., Filef Basilicata s.c.s., Liberi D’Intrecciare s.c.s. e Università degli Studi di Palermo – Dipartimento PROMISE.
L’iniziativa ha una durata di 24 mesi, ha ottenuto un finanziamento di 495 mila euro e si sviluppa nelle province di Agrigento e Ragusa.
Il progetto nasce dalla necessità di rafforzare il sistema locale di accoglienza, intervenendo sulle criticità legate al coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti, alla disponibilità di competenze specialistiche e alla capacità di individuare e gestire tempestivamente le situazioni di vulnerabilità, comprese quelle di natura psicologica e quelle connesse alla tratta e allo sfruttamento.
Saranno 200 i minori presi in carico e 150 i percorsi personalizzati destinati ai soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità. I piani partiranno da una valutazione multidimensionale dei bisogni e potranno comprendere attività di supporto, interventi formativi ed educativi, orientamento al lavoro e, quando necessario, interventi specialistici. I piani saranno inoltre monitorati nel tempo, così da poter adeguare le azioni alle esigenze dei singoli ragazzi.
Il modello prevede la costituzione di due équipe multidisciplinari, che opereranno a supporto dei servizi e delle strutture già presenti sul territorio, mettendo a disposizione competenze formative, sanitarie e psicosociali. Parallelamente sarà consolidata la rete tra enti pubblici, servizi sanitari, Terzo settore e altri soggetti impegnati nell’accoglienza e nella tutela dei minori, attraverso procedure condivise e accordi di collaborazione.
Il progetto prevede anche il rafforzamento delle competenze degli operatori attraverso la formazione di 100 professionisti locali, con l’obiettivo di accrescere le capacità di intervento negli ambiti psicosociale, educativo e legale. Una specifica azione sarà dedicata inoltre all’incremento del numero dei tutori volontari.
«Quando parliamo di minori stranieri non accompagnati – dichiara l’assessore regionale alla Famiglia, alle Politiche sociali e al Lavoro, Nuccia Albano – parliamo innanzitutto di ragazzi che hanno bisogno di essere ascoltati, tutelati e accompagnati nella costruzione del proprio percorso di vita. La vera innovazione di questo progetto è nella capacità di mettere in rete competenze e professionalità diverse. Le équipe multidisciplinari, la formazione degli operatori, i percorsi personalizzati e il coinvolgimento delle istituzioni e del Terzo settore consentiranno di superare una logica frammentata e di costruire una presa in carico più integrata».
«Il progetto nasce dall’esigenza di trasformare la collaborazione tra i diversi attori dell’accoglienza in un sistema strutturato e stabile – sottolinea Paolo Ragusa, coordinatore del progetto FAMI 1123 –. Nei territori di Agrigento e Ragusa abbiamo previsto un modello nel quale le competenze non vengono semplicemente affiancate, ma messe in relazione attraverso équipe multidisciplinari, protocolli condivisi e strumenti comuni. Il nostro intento è lasciare ai territori non soltanto le attività realizzate durante i 24 mesi di progetto, ma, soprattutto, competenze, procedure e relazioni capaci di continuare a produrre effetti nel tempo. Facciamo crescere il capitale sociale dei territori e valorizzando i minori stranieri non accompagnati offriamo energia nuova alla Sicilia e al Paese».
«Il progetto è già operativo dallo scorso 15 giugno, con l’avvio della prima fase di attività – dichiara Marilena Titone, coordinatrice dell’Équipe Agrigento –. La scelta di concentrare le attività nei territori di Agrigento e Ragusa nasce dalla necessità di intervenire in due aree particolarmente coinvolte nella gestione dei flussi e dell’accoglienza dei minori, rafforzando una rete territoriale che possa mettere in relazione competenze, servizi e professionalità. Lavorare su questi due territori significa quindi costruire un modello di collaborazione capace di rispondere in modo più tempestivo e qualificato ai bisogni dei ragazzi e, allo stesso tempo, fornire agli operatori strumenti e competenze utili ad affrontare le situazioni più complesse».
I lavori del convegno sono stati introdotti da Paolo Ragusa, coordinatore del progetto FAMI 1123, con la presentazione delle attività affidata a Marilena Titone, coordinatrice dell’Équipe Agrigento. Sono intervenuti, tra gli altri, l’on. Nuccia Albano, assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro; Davide Albano dell’Università degli Studi di Palermo – Dipartimento PROMISE; Alberto Spitale, presidente del Consorzio Umana Solidarietà; Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del Dipartimento della Famiglia e delle Politiche sociali; Mario Emanuele Alvano, segretario generale di ANCI Sicilia, e Rosaria Rizzari, referente provinciale di Palermo per la FIMP.
L’obiettivo finale di “Équipe in rete” è contribuire alla costruzione di un modello replicabile di accoglienza, capace di integrare presa in carico individualizzata, competenze specialistiche, formazione degli operatori e collaborazione tra i diversi soggetti del territorio, per garantire ai minori percorsi di protezione, inclusione e autonomia.


