Nella suggestiva cornice della Badia di Sant’Agata a Catania, si è tenuto ieri sera, lunedì 18 maggio alle ore 19:30, l’attesissimo incontro di presentazione del video-documentario “Alla scoperta di una fanciulla di nome Agata”. L’evento, promosso dall’Arcidiocesi di Catania e dal Comitato Diocesano per il Giubileo Agatino nel contesto del nono centenario del ritorno delle reliquie della Santa in città (1126-2026), ha registrato una straordinaria partecipazione di fedeli, studiosi e cittadini.
L’incontro ha visto alternarsi al tavolo dei relatori autorevoli voci del panorama ecclesiale e accademico catanese, che hanno approfondito il delicato e fecondo rapporto tra devozione tradizionale, rigore scientifico e innovazione tecnologica.
Il Vicario Generale dell’Arcidiocesi, Mons. Vincenzo Branchina, ha aperto le relazioni offrendo una profonda riflessione teologica e liturgica sul senso della venerazione delle reliquie. «Le reliquie che veneriamo non sono un feticcio», ha spiegato Mons. Branchina, ricordando che il corpo è tempio vivo dello Spirito e che il senso di questo Anno Agatino risiede nel favorire l’incontro degli uomini di oggi con Cristo attraverso la testimonianza dei martiri. Ha inoltre citato l’episodio storico del 1220 a Coimbra, legato all’arrivo dei primi martiri francescani che spinse il giovane Fernando a cambiare vita diventando Sant’Antonio di Padova, per sottolineare come l’incontro con i testimoni della fede possa trasformare l’esistenza. In tal senso, ha lodato l’iniziativa come un sano e opportuno utilizzo dei moderni linguaggi per l’evangelizzazione.
Successivamente, Padre Antonino La Manna, Vicario episcopale per la cultura, si è soffermato sull’evoluzione dei linguaggi comunicativi nella storia della Chiesa, tracciando un parallelo con lo sviluppo dei testi del Nuovo Testamento. Don La Manna ha evidenziato come la Chiesa abbia sempre accolto i cambiamenti culturali e le nuove modalità espressive per trasmettere l’immutato messaggio del Vangelo: «L’intelligenza artificiale non uccide né sostituisce la creatività umana; non potrebbe agire senza l’input della mente dell’uomo. Tutto dipende dall’intenzionalità e dalla qualità di chi utilizza lo strumento».
Il fulcro operativo del progetto è stato illustrato dal suo ideatore, il Dott. Giuseppe Claudio Carbonaro. Devoto profondo e portatore del “sacco” agatino da ben 62 anni, il Dott. Carbonaro ha raccontato la genesi di un lavoro durato cinque mesi di “notti insonni”, nato dal desiderio di tradurre visivamente la Passio di Agata e la traslazione delle sue reliquie per renderle accessibili a parrocchie, scuole e bambini del catechismo. «È un progetto a costo zero, nato dalla preghiera e dalla collaborazione parrocchiale», ha dichiarato, ringraziando la squadra di professionisti e amici che hanno donato i propri carismi alla realizzazione dell’opera. Il Dott. Carbonaro ha annunciato che il video è stato donato all’Arcidiocesi e alla città e che verrà proiettato regolarmente anche nella Chiesa dell’Indirizzo, a beneficio di fedeli e turisti.
A garantire l’assoluto rigore scientifico del documentario è stata la Prof.ssa Cristina Soraci, docente di Storia della Sicilia antica presso l’Università di Catania. La Prof.ssa Soraci ha spiegato la complessa sfida metodologica nell’utilizzare l’intelligenza artificiale per dare forma visiva a fonti storiche e agiografiche cristallizzate, come la Passio (per il III secolo) e l’epistola del vescovo Maurizio (per il XII secolo). «Abbiamo verificato ogni singola slide e ogni dettaglio iconografico», ha raccontato la docente, svelando anche curiosi aneddoti tecnici, come la difficoltà nel far recepire all’IA il dettaglio storico del Vescovo Maurizio che accoglie le reliquie a piedi scalzi, un concetto che l’algoritmo tendeva a rifiutare.
Il progetto ha preso vita grazie alle calde e vibranti voci di Eric Borzi (voce narrante) e di Graziana Arcidiacono (voce di Sant’Agata), entrambi cresciuti nella comunità parrocchiale di Santa Maria della Salute. Entrambi hanno espresso la profonda commozione e l’iniziale timore reverenziale nel prestare l’anima a un’opera destinata a lasciare un segno in questo anno giubilare.
La colonna sonora, definita dai presenti un vero e proprio capolavoro emotivo, è stata interamente composta e orchestrata dal M° Emanuele Schinocca. Il Maestro ha spiegato la struttura dei 20 minuti di musica, basata sulle note dell’Inno di Sant’Agata, alternando sapientemente tonalità minori nei momenti drammatici del martirio a tonalità maggiori ed elementi epici per simboleggiare il miracolo e il trionfo della fede, arricchendo il tutto con suggestivi effetti sonori ambientali. Il montaggio visivo e il video editing sono stati infine curati con sensibilità e cura da Alessandro Marletta, che ha saputo far dialogare in perfetta armonia immagini, musica e parole.
Il prodotto multimediale, fortemente voluto e benedetto da Sua Eccellenza l’Arcivescovo, é disponibile al seguente link: https://youtu.be/imKAWaxpywQ?is=ctJ4A1TsHDzgGaUh


