Inaugurazione 16 e 17 ottobre con il Requiem di Verdi
Un cartellone con 52 date e oltre 200 artisti ospiti da ottobre a giugno
Il programma è stato illustrato a Palazzo degli Elefanti dal sindaco Enrico Trantino, presidente dell’ente,
dal sovrintendente Giovanni Cultrera di Montesano e dal direttore artistico Fabrizio Maria Carminati
In breve
Il grande repertorio classico incrocia il jazz e la musica da film, si apre alla contaminazione tra stile barocco ed energia rock, si confronta con la contemporaneità attraverso le novità assolute commissionate dall’ente lirico catanese a compositori siciliani. Beethoven e Verdi, Vivaldi, Mozart e Händel, Liszt e Schubert, Paganini e Brahms, Čajkovskij, Musorgskij, Prokof’ev, Rimskij-Korsakov e Stravinskij, Puccini, Perosi, Saint-Saëns, Ravel e altri sommi pilastri della storia della musica figurano accanto a Ennio Morricone, John Williams, Astor Piazzolla, per non citare che alcuni nomi. E con loro i contemporanei Giovanni Ferrauto, Mario Garuti, Sergio Rendine, Joe Schittino, con prime assolute ad hoc. C’è il tributo al 90° anniversario dei Carmina burana di Orff. E c’è soprattutto l’omaggio al bicentenario beethoveniano che si prolunga nella stagione 2027-28. In abbonamento dieci concerti sinfonico-corali con replica e otto recital, prelazione entro il 6 ottobre. Fuori abbonamento sei concerti straordinari e due opere da camera.
Per un totale di 36 eventi e oltre 100 artisti ospiti.
Queste le linee guida di un cartellone che schiera interpreti di rilievo internazionale. La programmazione si snoda da ottobre a giugno in diverse location: la monumentale sede storica del Teatro Bellini (i lavori di adeguamento saranno consegnati entro il 31 dicembre), il Teatro Metropolitan e il Teatro Sangiorgi.
Tra gli artisti, i direttori d’orchestra Fabrizio Maria Carminati, Epifanio Comis, Alessandro D’Agostini, Giovan Battista D’Asta, Stefano Demicheli, Giuseppe Grazioli, Martins Ozoliņs, Enrico Pagano, Jera Petriček, Domenico Riina, Michail Šechtman, Sasha Scolnik-Brower, Valter Sivilotti; i pianisti Giovanni Bertolazzi, Dmitry Shishkin; i violinisti Elli Choi, Jeroen Dupont, Jinzhu Li, Laura Marzadori, i sassofonisti Francesco Cafiso e Theodore Kerkezos, l’attore Leo Gullotta, il cantautore Mario Incudine, i soprani Jessica Pratt, Irina Dubrovskaya, Anna Kazlova, Daria Masiero, Forooz Razavi, Elisabetta Zizzo; il mezzosoprano José Maria Lo Monaco e il contralto Polina Shamaeva; i tenori Marco Ciaponi e Deniz Leone; il basso Carlo Lepore e il controtenore Franko Gustavo Argandoña; il regista Davide Garattini Raimondi, la costumista Giovanna Giorgianni. In prima linea i complessi artistici dell’ente, l’Orchestra e il Coro istruito da Giampaolo Porretta, e altre rinomate formazioni, quali Chroma Ensemble, I Lautari, Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group, Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori italiani, La Sinfonica “Vincenzo Bellini”.
CATANIA – Un itinerario musicale ampio e articolato, pensato per intrecciare i grandi classici con l’apertura a generi e linguaggi differenti. Dal jazz alle colonne sonore, dalla tradizione folkloristica alla commistione tra barocco e rock. Fino al confronto con la contemporaneità, attraverso le prime assolute commissionate ai compositori isolani. Interpreti di rilievo internazionale. E la nuova Stagione di concerti sinfonici e sinfonico-corali, recital e opere da camera 2026-27 del Teatro Massimo Bellini, che si snoda da ottobre a giugno in tre location: lta monumentale sede storica del Bellini (dove entro il 31 dicembre verranno completati i lavori di adeguamento), il Teatro Metropolitan e il Teatro Sangiorgi.
Beethoven e Verdi, Vivaldi, Mozart e Händel, Liszt e Schubert, Paganini e Brahms, Čajkovskij, Musorgskij, Prokof’ev, Rimskij-Korsakov e Stravinskij, Puccini, Perosi, Saint-Saëns, Ravel e altri sommi pilastri della storia della musica figurano in cartellone accanto a Ennio Morricone, John Williams, Astori Piazzolla, per non citare che alcuni nomi. E con loro i contemporanei Giovanni Ferrauto, Mario Garuti, Sergio Rendine, Joe Schittino, con prime assolute ad hoc. C’è altresì il tributo al 90° anniversario dei Carmina burana. E su tutto l’omaggio al bicentenario beethoveniano della morte, che si prolungherà nel cartellone 2027-28.
Queste le linee guida di una programmazione multiforme e aggregante. Una kermesse di oltre nove mesi, nella quale spiccano per l’impegno le maestranze – Orchestra, Coro e Tecnici – risorsa preziosa dell’istituzione. E all’interno del calendario trovano posto interpreti di rilievo, una per tutte la stella della lirica Jessica Pratt. In abbonamento, a prezzi invariati, dieci concerti sinfonici e otto recital, prelazione entro il 6 ottobre. Confermate le tre formule. Il turno A comprende l’intero pacchetto di diciotto eventi, mentre il turno B i dieci sinfonici in replica pomeridiana. In gran parte pomeridiano è anche il turno degli otto recital, a cui è possibile fidelizzarsi in via esclusiva o aggiungendolo all’abbonamento al Turno B. (Il botteghino sarà aperto da martedì a sabatodalle 9:30 alle 13:00 e mercoledì, giovedì e venerdì anche il pomeriggio dalle 16:00 alle 18:00. Tel: 095 7306135.) Fuori abbonamento sei concerti straordinari e due opere da camera. Per un totale di 36 eventi e oltre 100 artisti ospiti.
Come ha sottolineato il sindaco Enrico Trantino, presidente del Teatro, nella presentazione che si è svolta a Palazzo di Città in Sala Giunta: «Annunciamo una stagione concertistica che si inserisce pienamente nella vocazione culturale di Catania, un capoluogo che nel campo della musica e delle arti ha costruito nei secoli una parte fondamentale della propria identità e proiezione nel mondo. Il legame con Vincenzo Bellini costituisce, in questo senso, un patrimonio straordinario, non soltanto da custodire, ma da rileggere e rinnovare continuamente, anche attraverso il teatro a lui intitolato. La programmazione 2026-27 muove proprio da questa consapevolezza, unendo la tradizione ai nuovi linguaggi, gli interpreti affermati alle giovanili leve, il repertorio secolare alla contemporaneità, privilegiando la creatività dei compositori siciliani. È significativo che tutto questo avvenga garantendo continuità all’attività artistica anche durante gli interventi di adeguamento della sede storica, che saranno espletati in tempo per accogliere a partire da marzo l’intera stagione lirica 2027. Il Bellini resta così uno dei luoghi attraverso cui la città racconta se stessa e, insieme, la propria ambizione culturale internazionale».
Parte da qui una visione strategica per favorire l’allargamento e l’aggregazione del pubblico. Spiega il sovrintendente Giovanni Cultrera di Montesano: «Siamo partiti dalla volontà di costruire un cartellone di vasta dimensione e variegata configurazione, con l’obiettivo di abbracciare il repertorio classico, i generi musicali più eterogenei e creazioni contemporanee che abbiamo commissionate ad hoc. Con un’attenzione precipua alla cifra identitaria dei compositori siciliani, un filone continuo e fecondo che va da Bellini ai nostri giorni. Una strategia lungimirante per attrarre pubblici diversi ed eterogenei, mantenendo il Teatro protagonista della vita culturale della città nel segno della contemporaneità».
Lo conferma il cartellone impaginato dal direttore artistico Fabrizio Maria Carminati: «L’idea di base era elaborare una proposta aperta e trasversale, in cui il repertorio sempreverde dialogasse con prime mondiali, i compositori classici di ogni tempo con i siciliani di oggi, e altresì con generi come il jazz e la musica per il cinema. Al centro restano la nostra Orchestra e il nostro Coro insieme alle stelle del concertismo internazionale e ai nomi emergenti, per un’offerta che vuole emozionare e riaffermare la vitalità dell’ente lirico etneo».
CONCERTI SINFONICI E SINFONICO-CORALI
Sono dieci in tutto gli appuntamenti sinfonici e sinfonico-corali della stagione 2026-27, otto ospitati al Metropolitan e due già annunciati al Bellini in vista della conclusione dei lavori in corso, prevista per il 31 dicembre.
Si apre con una delle pagine più imponenti del genere sacro: la Messa da requiem per soli, coro e orchestra di Giuseppe Verdi. Un’inaugurazione di forte impatto, nella quale l’ispirazione spirituale si fonde con la teatralità e la straordinaria tensione proprie della scrittura del Bussetano, che porta la forza drammatica dell’opera dentro la liturgia. Maestro concertatore e direttore Fabrizio Maria Carminati, voci soliste il soprano Forooz Razavi, il contralto Polina Shamaeva, il tenore Marco Ciaponi e il basso Carlo Lepore, sul palcoscenico con le pluripremiate formazioni dell’ente, Orchestra e Coro, quest’ultimo diretto dal neonominato maestro del coro, Gianbartolo Porretta. (16-17 ottobre 2026, Teatro Metropolitan)
Con «¡Que viva Espada!», l’atmosfera cambia e conduce nell’universo iberico, tra danze, passioni e suggestioni popolari. Sul podio la direttrice Jera Petriček, mezzosoprano solista José Maria Lo Monaco, in un excursus che – accanto a Pablo Luna Carné, Federico Chueca, Joaquín Valverde Durán e Ruperto Chapí – esalta due giganti come Manuel de Falla (El sombrero de tres picos, suites nn. 1 e 2 dal balletto omonimo, e la Danza española n. 1 da La vida breve) e Maurice Ravel (Rhapsodie espagnole e Alborada del gracioso da Miroirs). Una festa di colori dalla vitalità prorompente in cui la Spagna domina per il leggendario temperamento. (29-31 ottobre 2026, Teatro Metropolitan)
«Aimez-vous Brahms?», diretto da Enrico Pagano, propone un ritratto del compositore tedesco attraverso tre prospettive: il carattere brillante dell’Ouverture per una festa accademica, op. 80, l’energia popolare delle Danze ungheresi WoO 1, nn. 1, 3, 10, 5, 6, e la profondità della Sinfonia n. 3, op. 90. Un percorso che permette di cogliere il Brahms festoso e immediato accanto a quello più intimo e sinfonicamente complesso, mettendo in luce equilibrio costruttivo, lirismo e vitalità ritmica. (7-8 novembre 2026, Teatro Metropolitan)
Il nuovo anno si apre con il primo appuntamento del ciclo «I grandi concerti per violino», affidato al direttore Sasha Scolnik-Brower e al violinista Jeroen Dupont, chiamato ad affrontare il virtuosismo e la straordinaria cantabilità del Concerto per violino e orchestra op. 35 di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Nella seconda parte la Sinfonia n. 4 op. 60 di Ludwig van Beethoven, in un accostamento che mette in dialogo due modi di intendere il respiro della forma classica. (8-9 gennaio 2027, Teatro Metropolitan)
Nel secondo appuntamento del ciclo violinistico, il direttore Giovan Battista D’Asta salirà sul palco con la violinista Laura Marzadori, che affronterà la Romanza n. 2 op. 50 e il Concerto per violino e orchestra op. 61 di Ludwig van Beethoven. Nella seconda parte, la Sinfonia n. 8, «Incompiuta», D. 759 di Franz Schubert. Un confronto tra classicismo e primo Romanticismo, nel quale emergono la cantabilità dello strumento solista e la densità espressiva dell’orchestra. Il violino come filo conduttore fra classicismo e inquietudine romantica. (19-20 marzo 2027, Teatro Metropolitan)
L’appuntamento intitolato «Le quattro stagioni» vuol essere un incontro fra epoche lontanissime, che parte proprio dalle partiture di Antonio Vivaldi, tratte da “Il cimento dell’armonia e dell’inventione” op. 8, solista la violinista Jinzhu Li. A seguire le Sinfonie per strumenti a fiato e il Concerto in mi bemolle maggiore «Dumbarton Oaks» di Igor’ Stravinskij. Dirige Michail Šechtman. Il confronto è tra l’invenzione descrittiva del barocco vivaldiano e il rigore e la modernità di stravinskiana, creando ancora una volta un ideale ponte tra due concezioni della forma, del ritmo e del colore. Grammatiche lontane, accomunate da una sorprendente centralità del ritmo. (17-18 aprile 2027, Teatro Massimo Bellini)
Uno degli appuntamenti più imponenti sarà il sinfonico-corale «Beethoven & Orff», affidato alla direzione di Alessandro D’Agostini, con il soprano Irina Dubrovskaya, il controtenore Franko Gustavo Argandoña, il baritono Fabrizio Brancaccio e il pianista Nicolò Cafaro. La Fantasia corale in do minore, op. 80 di Beethoven precederà i Carmina burana di Carl Orff, nel 90° anniversario della prima esecuzione. Due partiture che richiedono un ingente dispiegamento di forze vocali e strumentali. Dalla determinazione beethoveniana all’energia rituale di Orff. (23-24 aprile 2027, Teatro Metropolitan)
La musica per il cinema sarà al centro di «Le più belle colonne sonore», diretto da Maurizio Billi, con il soprano Anna Kazlova e il sassofonista Theodore Kerkezos. La locandina abbraccia le composizioni di John Williams, Ennio Morricone e Astor Piazzolla, attraverso celebri pagine rilette negli arrangiamenti firmati, tra gli altri, da Roberto Granata e dagli stessi Maurizio Billi e Theodore Kerkezos. Per consentire alla memoria cinematografica di rivivere nella dimensione sinfonica. (30 aprile-2 maggio 2027, Teatro Metropolitan)
Accanto ai concerti per violino, quelli per pianoforte «Virtuosismo trascendentale», affidato al direttore Giuseppe Grazioli e al pianista Giovanni Bertolazzi. I Concerti nn. 1 e 2 per pianoforte e orchestra di Franz Liszt rappresentano una delle sfide più impegnative e affascinanti del repertorio pianistico. Saranno accostati alla Sinfonia n. 2, op. 36 di Ludwig van Beethoven, in un confronto tra il virtuosismo concertistico lisztiano con l’equilibrio e la vitalità della scrittura sinfonica beethoveniana. La vertigine del virtuosismo incontra la misura della forma. (7-8 maggio 2027, Teatro Metropolitan)
A chiudere l’itinerario sinfonico saranno «I solisti dell’OJS in concerto», con la Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group e la direzione di Domenico Riina. Una scelta che amplia ulteriormente l’orizzonte della stagione, portandola verso una delle realtà musicali più riconoscibili della Sicilia Il sound dell’orchestra jazz si esprime così tra scrittura delle sezioni e libertà solistica. (29-30 maggio 2027, Teatro Massimo Bellini)
RECITAL
Accanto alla produzione sinfonica, il cartellone propone un cammino di otto recital, pensato per valorizzare solisti, ensemble, progetti originali e repertori capaci di mettere in primo piano la personalità degli interpreti.
«Sogni e passioni» – con l’Orchestra del Teatro Massimo Bellini diretta da Martins Ozoliņs – esplora dimensioni oniriche e travolgenti dal Paul Dukas de L’apprendista stregone al Camille Saint-Saëns della Danse macabre, op. 40, dal Liszt del Mephistowalzer II, al Čajkovskij de La bella addormentata e dell’Ouverture solennelle «1812». Una galleria di immagini sonore sospese fra incanto, danza e vertigine. (25 ottobre 2026, Teatro Metropolitan)
«House of Puccini» propone una rilettura originale dell’universo del leggendario compositore toscano attraverso l’Orchestra d’archi del Teatro Massimo Bellini, diretta da Valter Sivilotti, il sassofono alto di Francesco Cafiso e gli arrangiamenti di Mauro Schiavone. L’incontro tra l’eredità melodica dell’opera italiana e la sensibilità jazzistica restituisce peculiariprospettive al repertorio pucciniano. Puccini riletto attraverso l’improvvisazione e il colore del jazz. (28 novembre 2026, Teatro Metropolitan)
«La cantata dei pastori – E scinniu la notti… Nuvene di Sicilia», con I Lautari, Mario Incudine e la partecipazione straordinaria di Leo Gullotta, sarà dedicata alla tradizione popolare siciliana. Le novene siciliane diventano memoria collettiva, racconto e devozione, recuperate e restituite senza perdere il legame con la ritualità del Natale. (30 dicembre 2026, Teatro Metropolitan)
«BaRock Vibes» riunirà l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori italiani, diretta da Stefano Demicheli, e il controtenore Franko Gustavo Argandoña. Il focus incentrato su Georg Friedrich Händel e Antonio Vivaldi, attraversa arie, sinfonie d’opera e, naturalmente, i concerti. Del primo ascolteremo pagine da Rodelinda, regina de’ Longobardi e Rinaldo, ed altresì il Concerto grosso in la minore, op. 6 n. 4, HWV 322. Al repertorio vivaldiano appartengono i brani tratti dai melodrammi Il Giustino e L’Olimpiade, La fida ninfa, RV 714; Concerto in re minore per archi e basso continuo; Concerto in sol maggiore, «Alla rustica», RV 151. Il barocco ritrova la sua energia teatrale, fra voce, ritmo e virtuosismo. (10 gennaio 2027, Teatro Metropolitan)
Il progetto «I grandi concerti per violino» torna con La Sinfonica «Vincenzo Bellini», diretta da Epifanio Comis, e la partecipazione della solista Elli Choi. La Suite da La fanciulla di neve di Nikolaj Rimskij-Korsakov e il Concerto n. 1 per violino e orchestra, op. 6 di Niccolò Paganini, da un lato, i Quadri di un’esposizione di Modest Musorgskij, dall’altro, compongono un itinerario di forte impatto, nel quale il virtuosismo paganiniano si confronta con il colore orchestrale russo e la fantasia visionaria di Musorgskij. Virtuosismo e visione: due forme ‘altre’ della meraviglia sonora. (31 gennaio 2027, Teatro Metropolitan)
«Romeo and Juliet» è il titolo del recital del pianista Dmitry Shishkin che offrirà al pubblico l’occasione di ascoltare un erede della migliore tradizione russa. Il focus prescelto va dalle rielaborazioni di Schubert/Liszt (Gretchen am Spinnrade e Auf dem Wasser zu singen) a Prokof’ev (Ten Pieces from Romeo and Juliet op. 75). E si sofferma sulla struggente ispirazione di Franz Schubert (Quattro improvvisi, op. 90 e la Wanderer-Fantasie). Un itinerario in cui il pianoforte diventa voce narrativa. (21 marzo 2027, Teatro Metropolitan)
«Note da Oscar» vedrà il Chroma Ensemble impegnato in un progetto dedicato al rapporto tra musica e cinema e alla rilettura cameristicadi alcune delle più significative partiture di score movie. (4 aprile 2027, Teatro Metropolitan)
A chiudere la sequenza è il soprano Jessica Pratt, luminosa star della lirica e vestale della musa belliniana. Il titolo del recital, «Virtuosamente: l’arte della voce tra salotto e scena», è eloquente sintesi della sua predilezione per la vocalità belcantistica, intesa come arte della linea, del respiro e della parola. (9 maggio 2027, Teatro Massimo Bellini)
CONCERTI STRAORDINARI FUORI ABBONAMENTO
Sei gli eventi fuori abbonamento, che si legano significativamente alle ricorrenze civili e religiose. Sotto il titolo «La rinascita dell’oratorio» sono i due concerti che vedranno l’ente lirico in decentramento in luoghi sacri di impareggiabile rilievo storico-architettonico. Il programma è il medesimo e prevede Il Natale del Redentore, oratorio per soli, coro e orchestra di Lorenzo Perosi. Sul podio Fabrizio Maria Carminati, voci soliste il soprano Elisabetta Zizzo, il mezzosoprano Albane Carrère, il tenore Deniz Leone e il baritono Michele Patti. Prima tappa è il Duomo normanno di Monreale, nell’ambito della Settimana Internazionale di Musica Sacra. Le formazioni del Bellini approderanno nelle navate benedette dal Cristo Pantocratore in uno dei siti più suggestivi e simbolici del world heritage Unesco, creando una relazione speciale fra le note e lo spazio architettonico, nel segno della tradizione sacra. (8 ottobre, Duomo di Monreale)
Nel giorno anniversario della nascita di Vincenzo Bellini, la partitura di Perosi sottolineerà la solenne commemorazione ospitata ad Acireale a San Sebastiano. (3 novembre 2026, Basilica Collegiata di San Sebastiano, Acireale)
Il tradizionale, attesissimo Concerto di Capodanno, diretto da Fabrizio Maria Carminati, accompagnerà l’ingresso nel 2027 con una configurazione crossover per esaltare la festa e la condivisione. (1 gennaio 2027, Teatro Metropolitan)
Di particolare rilievo sarà il Concerto sinfonico-corale in onore di Sant’Agata, solista il soprano Daria Masiero. Ancora contemporaneità, tradizione religiosa e identità della città vengono esaltate dalle creazioni ad hoc di compositori viventi del calibro di Sergio Rendine, Giovanni Ferrauto, Joe Schittino, Mario Garuti, con un tributo a Francesco Paolo Frontini. Saranno eseguite in prima assoluta due commissioni del Teatro Massimo Bellini: Ancilla Christi sum, per soprano, coro e orchestra, di Joe Schittino, su testo dal Martirologio di Adon de Vienne (IX secolo); e Lucenti Aita Reloaded di Mario Garuti. Di pari interesse Ode a Sant’Agata di Sergio Rendine, commissione del 2021; Canto dell’aurora, dal Canto agatino delle monache benedettine per coro femminile, di Giovanni Ferrauto; e l’Inno a Sant’Agata per coro maschile a tre voci di Francesco Paolo Frontini, nell’orchestrazione di Ferrauto. Il culto agatino diventa così materia per una scrittura musicale del presente. (1 febbraio 2027, Teatro Metropolitan)
Il Concerto per la Festa della Repubblica rinnoverà un collaudato evento istituzionale, con la riproposizione di Sub tutela dei. Per il giudice Livatino, dramma lirico musicato da Matteo Musumeci su testo di Vincenzo Vitale, commissionato dal Teatro Massimo Bellini ed eseguito in prima mondiale il 9 maggio 2021: lo stesso giorno in cui al mattino l’impavido magistrato veniva dichiarato beato nella cattedrale di Agrigento, la città nei pressi della quale fu raggiunto dai sicari. Per celebrare la ricorrenza nazionale con la musica si fa memoria civile. Dirige Gianluigi Dettori (1giugno 2027, Teatro Metropolitan)
L’ultimo concerto straordinario si proietterà oltre la stagione vera e propria, nell’ambito del Bellini International Context, con la celebrazione del 2756° anniversario della fondazione della Città di Catania. (6 ottobre 2027). Una collocazione che si inserisce nel progetto di valorizzazione del rapporto fra Vincenzo Bellini, la sua città e il patrimonio culturale etneo, in una prospettiva internazionale.
L’OPERA DA CAMERA AL TEATRO SANGIORGI
Il Teatro Sangiorgi accoglierà l’opera da camera, con due produzioni che guardano alla drammaturgia contemporanea e al rapporto fra musica e teatro. Un segmento importante dell’attività, che consente al Massimo Bellini di aggiungere alle opzioni collaudate una produzione più agile e sperimentale. Apre «Il quinto moschettiere», su libretto di Vincenzo De Vivo e partitura di Matteo Musumeci, diretto da Domenico Schiano Lo Moriello, con la regia di Davide Garattini Raimondi, scene di Paolo Vitale, costumi di Giovanna Giorgianni e luci di Antonio Alario. Il cast comprende Albane Carrère nel ruolo di Mademoiselle Françoise Montauban de Jarjayes/Oscar Montauban de Jarjayes, Italo Proferisce nel ruolo di Athos, Ivan Tanushi in quello di Porthos e Ugo Guagliardo a in quello di Aramis. Una rilettura che porta la celebre vicenda dei moschettieri verso il rinnovamento di un immaginario che appartiene alla memoria di tutti. (13, 14, 15 novembre; 16, 17, 18 dicembre 2026; 20, 21, 22 gennaio 2027, Teatro Sangiorgi)
A seguire «Le nozze dell’orso», su libretto di Alessandro Idonea da Anton Čechov e partitura di Joe Schittino. A dirigere sarà Domenico Famà, con la regia di Davide Garattini Raimondi, scene e luci di Paolo Vitale e costumi di Giovanna Giorgianni. La compagna comprende Italo Proferisce, Lara Rotili, Sofia Janelidze e Ivan Tanushi. La scelta del testo di Čechov offre alla vena di Schittino una materia ricca di ironia, caratteri e situazioni paradossali, in un nuovo incontro tra letteratura e musica: il terreno perfetto per un teatro dell’assurdo in miniatura. (20, 21, 22 novembre; 10, 11, 12 dicembre 2026; 13, 14, 15 gennaio 2027, Teatro Sangiorgi)
INAUGURAZIONE STAGIONE SINFONICA 2027-28
La stagione 2026-27 si sviluppa dunque nel triplice segno della tradizione, dell’innovazione e della contemporaneità, confermando la volontà del Teatro Massimo Bellini di offrire una proposta di alto profilo, capace di intercettare pubblici differenti e di intrecciare in un percorso che lega la tradizione dell’ente alla sua capacità di guardare al futuro.
In questa prospettiva, l’ente lirico etneo si proietta già oltre e, in omaggio al bicentenario beethoveniano, anticipa l’inaugurazione della stagione sinfonica 2027-28 che si terrà il 15 e 16 ottobre del prossimo anno con la Nona Sinfonia diretta da Vitali Alekseenok.


