La Direzione Marittima- Guardia Costiera di Catania – 11° M.R.S.C, ha coordinato a largo delle coste di Aci Trezza, una esercitazione complessa di ricerca e soccorso aeromarittimo denominata “AIRSUBSAREX – POLLEX CT/2026”, mirata a mantenere elevate le capacità operative di risposta dell’organizzazione di Ricerca e Soccorso in mare, ipotizzando uno scenario operativo complesso in base al quale si è simulato un evento “S.A.R. AEREO” in mare a circa 5 miglia nautiche dalla costa. All’esercitazione complessa, svolta mediante l’impiego operativo di assetti aereo navali della Guardia Costiera, hanno partecipato diversi soggetti istituzionali chiamati ad intervenire, ciascuno per le rispettive competenze, in caso di emergenze simili.
Le attività hanno avuto inizio nel momento esatto in cui la torre di controllo dell’Aeroporto di Fontanarossa ha comunicato alla sala operativa della Capitaneria di porto di Catania una EMERGENZA AERONAUTICA riguardante un piccolo velivolo del tipo “CESSNA 172 Skyhawk”, con a bordo 3 membri di equipaggio e con un carico di 3.500 kg di carburante, in difficoltà per avaria al sistema di propulsione durante la procedura di avvicinamento all’aeroporto di Catania.
Nell’immediatezza si è dato seguito alle procedure operative previste in attuazione del “Piano di emergenza per il soccorso ad aeromobile incidentato in mare” approvato dalla Direzione Marittima di CATANIA, inoltre, lo scenario è stato reso ancor più complesso, ma quanto mai
realistico, dalla previsione di uno sversamento in mare di una quantità di prodotto idrocarburico (ipotizzati 1.000 litri di prodotto emulsionato) la cui chiazza si è propagata seguendo la corrente superficiale con direzione verso la terraferma, rappresentando inesorabilmente una seria minaccia per l’ecosistema costiero altamente interessato, in questo periodo da un importante presenza di flusso turistico-balneare.
Come da procedure, nel corso dell’esercitazione, in concomitanza agli assetti aereo navali ed il Nucleo Subacqueo della Guardia Costiera, sono intervenuti i mezzi navali della Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco del locale Comando Provinciale con mezzi aero-navali e nuclei subacquei, ed i mezzi privati della Società “La Portuale II” specializzati per il contenimento degli idrocarburi sversati in mare.
Tutte le risorse operative, coordinate dalla Sala Operativa della Capitaneria di porto di Catania, sono state impiegate per le finalità istituzionali cui la Guardia Costiera è preposta, la ricerca e soccorso in mare, la sicurezza della navigazione per la salvaguardia della vita umana in mare, la tutela dell’ambiente marino e costiero, la tutela delle Aree Marine Protette. Solo dopo aver recuperato i tre occupanti del velivolo incidentato e messo in sicurezza la fonte inquinante scaturita dall’impatto sulla superficie del mare grazie anche all’ausilio fornito dalla professionalità dei sommozzatori appartenenti ai nuclei sub della Guardia Costiera e dei Vigili del Fuoco, le attività esercitative volgevano al termine con lo sbarco simulato dei naufraghi recuperati avvenuto nel porto di Catania, assistiti dal sapiente intervento fornito dal personale medico del 118 e della Croce Rossa, intervenuti con ambulanza e dalla Protezione Civile Regionale ai fini dell’approntamento delle strutture di emergenza sanitarie e/o di assistenza ai familiari delle vittime.
L’esercitazione complessa appena svolta dalla Capitaneria di porto di Catania, i cui esiti sono da considerarsi sicuramente soddisfacenti, ha avuto lo scopo principale di verificare gli standard massimi dell’organizzazione S.A.R. e l’adempimento immediato delle procedure previste dai Piani Operativi in vigore, elementi essenziali per l’efficacia e l’efficienza operativa delle risorse disponibili.


