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Alkantara Fest dal 10 luglio all’8 agosto 2026: folk e world music creano la “biodiversità” siciliana della musica

Il concerto “Terraemaris” dell’Alkantara MediOrkestra, in calendario il 10 luglio a Catania, sarà l’anteprima della XXII edizione del festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione Darshan e diretto da Mario Gulisano che si terrà fino all’8 agosto – fra eventi speciali, festival e la sezione Off – in varie località etnee con un fuori provincia, la Festa greca a Testa dell’Acqua di Noto. Alkantara Fest è il terzo miglior festival di world music al mondo nella classifica della rete di critici musicali Transglobal World Music Chart. Il direttore artistico: «Alkantara Fest nasce nel cuore del Mediterraneo e ne riflette l’identità: uno spazio di incontro, attraversamento e dialogo tra tradizioni e contemporaneità»

Dal 10 luglio all’8 agosto 2026 aPisano di Zafferana Etnea, Zafferana Etnea, Catania, Aci Bonaccorsi, Noto
www.alkantarafest.it

Venerdì 10 luglio il Teatro romano di Catania ospiterà il concerto “Terraemaris” della Alkantara Mediorkestra, anteprima assoluta della XXII edizione di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano. L’Alkantara Mediorkestra è formata da 11 musicisti (Fabio Sodano, Fabio Tiralongo, Alexandra Dimitrova, Bronagh Slevin, Mario Gulisano, Mahmoud Hamad, Denise Di Maria, Roberto Fiore, Enzo Rao, Josè Mobilia, Riccardo Gerbino) e un direttore d’orchestra (Giuseppe Privitera) che mettono insieme Sicilia, Nord Europa e Medio Oriente. Un concerto, “Terraemaris”, che attraversa il Mediterraneo come spazio di incontro, memoria e trasformazione intreccia strumenti, linguaggi e sensibilità provenienti da diverse sponde del mare comune, tra tradizioni orientali, suoni popolari, jazz contemporaneo e improvvisazione.

Alkantara Fest 2026 si svolgerà fino all’8 agosto in più località prevalentemente etnee (con un evento, la Festa greca, sui monti Iblei netini) con eventi di anteprima e post festival nella sezione Off, e che avrà il suo fulcro dal 23 al 26 luglio a “Il Pigno” azienda agricola di Pisano, la frazione di Zafferana Etnea eletta a quartier generale del festival. La “biodiversità” che identifica un territorio – identificata quest’anno dal  ramarro dell’Etna (specie che contribuisce alla biodiversità nell’ecosistema del Vulcano attivo più alto d’Europa) l’immagine simbolo realizzata da Giuseppe Lombardo – si estende alla musica grazie ad un festival come Alkantara Fest che attraverso il folk e la world music promuove una cultura musicale “altra”, con l’obiettivo di creare un legame forte tra la Sicilia e le tradizioni popolari del mondo.
Grazie al suo fitto programma di concerti, workshop, spettacoli per famiglie ed eventi itineranti tra natura, cultura e tradizioni musicali da tutto il mondo, il festival siciliano è salito al terzo posto nella classifica di Transglobal World Music Chart, la rete di critici musicali che lavora per diffondere la musica tradizionale, dei migliori festival di world music al mondo. E poi, anno dopo anno, il festival ha consolidato la sua vocazione Green, sviluppando una consapevolezza ambientale che ha indotto l’intero festival a promuovere il riciclo.

Il direttore artistico Mario Gulisano: «Nel tempo complesso che stiamo vivendo, crediamo che la cultura possa ancora creare connessioni reali tra persone, luoghi e visioni. Alkantara Fest nasce nel cuore del Mediterraneo e ne riflette l’identità: uno spazio di incontro, attraversamento e dialogo tra tradizioni e contemporaneità. Il programma 2026 riunisce artisti che, partendo dalle proprie radici, costruiscono linguaggi nuovi e condivisi. Allo stesso tempo, il festival continua a impegnarsi per un modello sostenibile, attento al territorio e alle comunità che lo abitano. Alkantara è, prima di tutto, un’esperienza collettiva: un luogo in cui la musica diventa occasione per pensare, insieme, nuove possibilità di relazione e futuro».

Dopo l’anteprima Alkantara Fest proseguirà martedì 21 luglio all’Azienda agricola Il Pigno di Pisano (Zafferana Etnea) con l’evento speciale del festival, il concerto della cantautrice franco-greca Melina Vlachos che porta ad Alkantara Fest una delle proposte più fresche della nuova scena mediterranea europea. La sua musica nasce dall’incontro tra radici greche, sensibilità urbana e visione contemporanea: melodie cantate e suonate all’oud, pulsazioni elettroniche, richiami balcanici e orientali, ed energia pop.La serata si arricchisce dei dj set di Kairos (Valerio Cairone).

Il 22 luglio, preview del festival, in piazza San Giuseppe a Pisano, ci sarà il concerto di Boccadoro, progetto di quattro giovani musicisti italiani, nato all’interno del progetto Nufolk, che intrecciano formazione classica, pratica d’insieme e passione per la danza popolare.

Da giovedì 23 a domenica 26 luglio Alkantara Fest vivrà il festival vero e proprio all’interno dell’azienda agricola “Il Pigno”. Si inizia con i live del trio cipriota Monsieur Doumani, della cantante, violoncellista e pianista irlandese Bronagh Slevin e del cantautore e polistrumentista ibleo Vincent Migliorisi. Venerdì 24 luglio cominciano le attività diurne e i workshop – Yoga & bliss con Caterina Allegra e Riccardo Gerbino, “Dance the land” con Stefania Milazzo e Bronagh Slevin, l’open mic free session, le percussioni d’insieme con Piegiorgio Pappalardo, canti e danza dei Balcani con Balkanshee, e il balfolk con Lyr trio – per poi passare ai concerti serali dei francesi Lyr Trio, del combo anglo-franco-iracheno-indiano Hawa e del combo serbo-macedone Balkanshee.
Sabato 25 luglio le attività diurne prevedono il Kirtan con Naomi Winnie, il Contact Impro con Daniele Sardella, la open mic free session, la pizzica e tammurriata con Fabiana Mercadante e lo Swap party organizzato da Manuela Cristaldi. Nel pomeriggio, alle 18, Alkantara Fest ospiterà “Felicia, una strega brutta e cattiva” spettacolo per famiglie, con attori e marionette, della compagnia Quintoequilibrio. Dalle 21 suoneranno la salentina Maria Mazzotta (evento realizzato in collaborazione con Puglia Culture – Strategia e Sviluppo e Puglia Sounds), il salernitano Antonio Saporito e il duo siciliano di percussionisti Battiti e Respiri formato dall’ennese Davide Campisi e dal palermitano Salvo Compagno. La giornata si chiuderà con il Meditation concert di Brightest in the dark.

Domenica 26 luglio si inizia la mattina con i workshop di dermocromia con Salvo Spina e Lua, l’open mic free session, il workshop di marranzano siciliano con Luca Recupero. Nel pomeriggio si susseguiranno i concerti di Ethno Kids e di Etnno Sicily. La sera si chiude con i live dell’indiana Namritha Nori, della spagnola Carola Ortiz e con la Tarantella Night, appuntamento diventato negli anni un must del festival.

Ampia quest’anno la rassegna di eventi Off, concerti che diffondono il verbo musicale di Alkantara Fest in varie località siciliane. Si inizia il 25 luglio, in Piazza della Regione ad Aci Bonaccorsi, con il concerto di Ethno Sicily uno dei progetti più significativi del festival – parte del programma globale Ethno di Jeunesses Musicales International, nato nel 1990 e oggi attivo in oltre 40 paesi – un’orchestra interculturale e internazionale composta da giovani musicisti che condividono i rispettivi patrimoni musicali.

Il 28 luglio, in piazza Cardinale Dusmet a Zafferana Etnea, torna un appuntamento ormai consolidato negli anni per Alkantara Fest, quello con il Corpo bandistico Città di Zafferana. Un appuntamento che mette al centro il valore della banda come forma popolare e civile della musica, capace di tenere insieme memoria del territorio, repertorio e condivisione pubblica. La presenza della cantante Noemi Carpinato amplia il respiro dell’ensemble e ne rinnova l’impatto scenico.

Il 29 luglio, da Gammazita a Catania, suoneranno Ettore Castagna e Senduki che rileggono la tradizione calabrese come materia viva, pronta a incontrare elettronica, dub, strumenti antichi e visioni contemporanee.

Il 30 luglio, da Zō Centro culture contemporanee di Catania, suoneranno i Seffarine, gruppo creato dalla cantante marocchina Lamiae Naki e dal chitarrista flamenco americano Nat Hulskamp, supportati da musicisti di varie culture. Lo spettacolo “De Fez a Jerez” prende il nome dal sentiero battuto da Nat e Lamiae tra Fez, antica capitale culturale del Marocco e città natale di Lamiae, e Jerez, città dell’Andalusia che ha dato i natali a grandi artisti del flamenco e dove Nat ha svolto la sua formazione musicale.
Il 31 luglio, in piazza Duomo ad Acireale, suonerà la Banda del Sud, ensemble che porta sul palco il Mediterraneo come corpo vivo, plurale, meticcio. Sotto la direzione artistica di Gigi Di Luca e quella musicale di Mario Crispi, il progetto riunisce musicisti, voci e danze del Sud Italia in dialogo con altre sponde e altre tradizioni del mare comune.

L’1 agosto, Rita Botto e la Banda di Avola portano sul palco dell’all’Anfiteatro Parco Princessa di Santa Venerina “Terra ca nun senti”. Da una parte una delle voci più autorevoli e intense della Sicilia, dall’altra una formazione che ha saputo reinventare in modo originale il ruolo della banda, tenendo insieme tradizione, arrangiamento e forza popolare.
Il 5 agosto la tradizionale Festa greca, uno degli appuntamenti di culto di Alkantara Fest, viene accolta per la prima volta da Meraki di Testa dell’Acqua, frazione montana di Noto. Si inizia alle 18 con il workshop di danze greche con musica dal vivo a cura di Alessia Trovato e Nico Marabello. Dalle 20.30 la cena greca e dalle 21.30 la festa greca con il violinista Nektarios Galanis, il clarinettista Apostolos Kirgidis e i Nakaira che eseguiranno musiche tradizionali da ballo in un repertorio ricco di energia, emozione e allegria.

Il 6 agosto, nel Chiostro di Santa Maria di Gesù a Catania, suoneranno i Nakaira, formazione che da 3 decenni lavora sul dialogo fra Sicilia e Mediterraneo. Con “Di terra e di mare” sviluppano un percorso sonoro che intreccia matrici greche e siciliane, strumenti popolari, ricerca timbrica e slancio narrativo.

Il 7 agosto, a Palazzo Cutore di Aci Bonaccorsi, arrivano i rinnovati Agricantus, ensemble palermitano tra le formazioni fondamentali della world music italiana che, fin dagli anni Novanta, ha saputo fondere tradizione del Sud Italia, elettronica, ambient e visione internazionale. Il nuovo progetto “E.A.R. – Elektro-Akoustikòs Roots” rilancia questa vocazione ibrida, riportando al centro il rapporto tra radice acustica e trattamento elettronico.

Sabato 8 agosto, nella chiostro di Santa Maria di Gesù di, Catania Alkantara fest 2026 si chiude con il concerto dell’ensemble turco-olandese Afro Anatolian Tales. Guidato dal percussionista turco-olandese Sjahin During, Afro Anatolian Tales è un progetto che attraversa Anatolia, Iran, India e altre culture della Via della Seta, intrecciando strumenti tradizionali, elettronica dal vivo, improvvisazione e sound design. Tarab Dance, terza produzione del gruppo, apre una nuova fase del loro percorso ed è accompagnata da un tour internazionale di lancio nel 2026.

Informazionihttps://www.alkantarafest.it Infoline/WhatsApp: + 39 345.5206150. Prevendite on line: Alkantara MediOrkestra https://www.ctbox.it/C23/6167/Content.aspx/Eventi/Concerti/ALKANTARA_MEDIORCHESTRA___Terraemaris_10_07_2026

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