Inaugurata lo scorso 23 aprile, al Castello Colonna Enriquez di Vittoria, entra nel vivo la mostra “Dalí incontra Dante. Un viaggio tra sogni e visioni”, a cura di Mery Scalisi e Alessia Zanella, con un contributo di Giancarlo Felice.
L’esposizione si arricchisce di un programma di visite guidate pensate per accompagnare il pubblico alla scoperta dei significati più profondi delle opere esposte. Un percorso narrativo che permette ai visitatori di entrare nel dialogo tra Dante e Dalí, cogliendo riferimenti simbolici, dettagli iconografici e connessioni culturali che rendono l’esperienza ancora più coinvolgente e accessibile. Le visite guidate rappresentano un valore aggiunto fondamentale, trasformando la visita in un vero viaggio interpretativo attraverso l’immaginario dei due grandi maestri, capace di parlare sia agli appassionati d’arte sia a chi si avvicina per la prima volta a questi universi.
Il progetto espositivo mette in dialogo due universi apparentemente lontani ma profondamente affini: quello poetico e teologico di Dante e quello onirico e perturbante di Dalí. Un incontro che supera i confini temporali e linguistici per tradursi in un’esperienza immersiva, in cui parola e immagine si intrecciano in un continuo rimando simbolico. Fulcro della mostra sono le 100 tavole che Dalí dedicò alla Divina Commedia: un’opera grafica monumentale che rappresenta una delle più audaci reinterpretazioni del capolavoro dantesco. L’artista catalano non si limita a illustrare il poema, ma lo attraversa e lo trasfigura, restituendolo sotto forma di visioni sospese tra sogno e
inconscio, tra rigore tecnico e libertà immaginativa. Inferno, Purgatorio e Paradiso diventano così spazi interiori, scenari psichici in cui si riflettono le inquietudini e le tensioni dell’uomo contemporaneo.
«La Divina Commedia – spiega la curatrice Mery Scalisi – non è un reperto del passato, ma un universo vivo, un vero “open world” in cui ogni scelta umana si traduce in esperienza sensibile e morale. Nello sguardo contemporaneo, Dante Alighieri appare sorprendentemente vicino: un esploratore dell’animo umano, capace di raccontare conflitti, desideri e inquietudini che parlano ancora al nostro presente.»
La mostra si configura come un duplice itinerario: da un lato il viaggio ultraterreno narrato da Dante, dall’altro la discesa negli abissi dell’immaginazione daliniana. Il visitatore è chiamato a muoversi tra questi due poli, in un’esperienza che è al tempo stesso estetica e conoscitiva, capace di interrogare temi universali come il dolore, la redenzione, il desiderio e il rapporto tra realtà e visione.
Determinante è il ruolo della sede espositiva: il Castello Colonna Henriquez, edificio storico fondato nel XVII secolo e situato nel centro di Vittoria, già residenza nobiliare e successivamente carcere cittadino fino alla metà del Novecento. La memoria di questo luogo si intreccia profondamente con il percorso espositivo: le antiche celle e gli ambienti del Castello amplificano il senso del viaggio dantesco, trasformando la visita in una vera esperienza immersiva, sospesa tra costrizione e liberazione, tra ombra e luce.
Il percorso si arricchisce, nella sua parte conclusiva, di due momenti di approfondimento: il primo, dedicato alle muse e ai simboli di elevazione spirituale nei rispettivi universi artistici, e la seconda dedicata al viaggio letto in chiave poetica e con un messaggio di speranza.
Promossa da Fondazione Demetra e Mediterranea Arte, la mostra si inserisce in un più ampio impegno volto alla valorizzazione del patrimonio culturale e alla creazione di esperienze artistiche capaci di dialogare con i territori.Attraverso il confronto tra Medioevo e Novecento, tra razionalità e sogno, “Dalí incontra Dante” si propone come un invito a rallentare, a contemplare e a riscoprire la profondità dello sguardo. Un percorso che affascina e disorienta, che interroga e arricchisce, restituendo al visitatore la possibilità di confrontarsi con le grandi domande dell’esistenza e con la potenza inesauribile dell’immaginazione.

