Si conclude dopo dodici mesi di attività Sport AUT, il progetto promosso da Fondazione Èbbene ETS e Sportfund, realizzato in co-progettazione con il Comune di Catania per favorire la crescita, l’autonomia e le relazioni sociali di bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico attraverso la pratica sportiva.
La giornata conclusiva, ospitata all’Accademia Karate Tosto, ha riunito partecipanti, famiglie, istruttori e operatori, celebrando i risultati di un percorso fondato sull’ascolto, sul rispetto dei tempi individuali e sulla partecipazione alla vita di gruppo. All’evento hanno partecipato l’assessore comunale ai Servizi sociali, all’Inclusione e alla Famiglia Serena Spoto e la presidente nazionale di Fondazione Èbbene ETS Elisa Furnari, insieme ai rappresentanti degli enti coinvolti.
Nel corso dell’anno, il progetto ha coinvolto i partecipanti in diverse discipline, dal karate al nuoto, dalla danza all’arrampicata, fino al ciclismo, al padel e all’equitazione, grazie alla collaborazione di nove realtà sportive del territorio. Le attività sono state strutturate tenendo conto delle caratteristiche e degli interessi individuali, favorendo lo sviluppo delle capacità motorie, la regolazione delle emozioni, l’apprendimento delle regole e la condivisione degli spazi con gli altri.
“Sport AUT dimostra che lo sport può essere uno strumento concreto di inclusione, capace di offrire nuove opportunità di crescita, autonomia e relazione ai bambini e ai ragazzi con disturbo dello spettro autistico. Come Amministrazione comunale -ha spiegato l’assessore Serena Spoto, delegata dal sindaco Trantino per i Servizi Sociali e la Famiglia- crediamo che ogni persona debba poter partecipare alla vita della comunità e trovare occasioni adeguate per esprimere le proprie capacità. Per questo è fondamentale costruire una rete stabile tra istituzioni, famiglie, professionisti e associazioni sportive, sostenendo anche i genitori nel loro percorso, trasformando i bisogni delle persone in opportunità concrete”.
Un ruolo centrale è stato svolto dalla formazione e dalla supervisione scientifica degli istruttori, coordinate dal professor Stefano Cainelli, docente dell’Università degli Studi di Trento e consulente di Sportfund. La valutazione strutturata delle attività ha evidenziato miglioramenti in tutte le aree osservate, confermando l’importanza di contesti adeguatamente preparati e di operatori specializzati per promuovere l’inclusione.
Accanto alla pratica sportiva, Fondazione Èbbene ha garantito un accompagnamento alle famiglie attraverso un’équipe multidisciplinare composta da psicologi, professionisti sociali e case manager. Le segnalazioni dei partecipanti sono state raccolte dai Servizi sociali comunali, nell’ambito della collaborazione tra amministrazione pubblica e Terzo Settore, offrendo ai genitori occasioni di ascolto, confronto e orientamento.
«Questo progetto rappresenta un primo passo verso nuove opportunità di partecipazione, che intendiamo sviluppare anche in altri territori», ha sottolineato Elisa Furnari, evidenziando il valore della collaborazione tra istituzioni e organizzazioni sportive. L’esperienza catanese si inserisce nella rete nazionale Sport for Inclusion Network, che riunisce 25 fondazioni impegnate a promuovere lo sport come diritto e componente essenziale dei percorsi di vita delle persone con disabilità.
L’iniziativa è stata promossa dall’Assessorato regionale della Famiglia e delle Politiche sociali, con il contributo della Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministro per le disabilità, in co-progettazione con il Comune di Catania, Fondazione Èbbene ETS e Sportfund, con la collaborazione della rete nazionale Sport for Inclusion Network.



