Affiancato da Francesca Agate, Saitta è il protagonista di “U Contra” di Nino Martoglio
Una commedia travolgente che, tra equivoci, superstizioni e verità presunte, mette a nudo le fragilità di una comunità dominata dalla paura. Il capolavoro del geniale autore belpassese conquista ancora il pubblico con tutta l’irresistibile carica comica e la sorprendente attualità di un testo che, a oltre un secolo dalla sua scrittura, continua a interrogare il presente. Lo spettacolo è prodotto dall’Associazione culturale Progetto Teatrando, nell’ambito della nuova stagione teatrale “Teatro Musco 2026-2027”, la cui direzione artistica è affidata a Francesca Ferro.
Scritta nel 1918 e ambientata nel quartiere popolare della Civita, durante un’epidemia di colera, “U Contra”, conosciuta anche come “Il contravveleno”, accende i riflettori su una comunità smarrita difronte a un male che non riesce a comprendere. Gli abitanti si dividono in fazioni contrapposte: i “baddisti”, convinti che il contagio venga diffuso da misteriosi untori attraverso polpette avvelenate, le cosiddette baddi, e i “culunnisti”, persuasi che la malattia sia provocata da una fantomatica “colonna d’aria”.
Due teorie, una paura condivisa e un intero quartiere pronto a trasformare voci e supposizioni in verità indiscutibili. È il terreno ideale per l’ironia tagliente di Martoglio, che costruisce una girandola di equivoci, rivalità, pettegolezzi e situazioni paradossali, restituendo il ritratto di una società in cui la credulità può diventare contagiosa quanto il male che si teme.
Al centro della vicenda si muovono le comari del quartiere, tra faccende domestiche e chiacchiere di cortile, insieme a personaggi boriosi e millantatori come Don Procopio Ballacchieri e Don Cocimo Binante. Convinti di possedere conoscenze superiori, i due si improvvisano esperti e dispensatori di verità scientifiche, fino a vantare improbabili rimedi per sconfiggere il male. Il risultato è una commedia travolgente, nella quale la presunzione degli ignoranti e la sete di rassicurazioni della comunità alimentano un irresistibile susseguirsi di contraddizioni e risate.
La regia di Plinio Milazzo punta sulla forza della coralità, sulla fisicità degli interpreti e sull’energia di un vernacolo che non è semplice colore locale, ma il cuore pulsante della rappresentazione. Il cortile catanese diventa il centro di un universo umano in cui le voci si sovrappongono, le notizie si deformano e il pettegolezzo finisce per assumere il valore di una prova. La comicità nasce dalle battute, ma anche dai silenzi, dalle reazioni, dai tempi serrati e dagli equivoci che coinvolgono l’intera comunità. L’obiettivo è restituire tutta l’identità del teatro martogliano attraverso un linguaggio scenico vivo, dinamico e accessibile, capace di preservare la ricchezza del dialetto e, allo stesso tempo, di avvicinare l’opera a spettatori di ogni generazione.
Accanto a EDUARDO SAITTA con Francesca Agate, lo spettacolo vede sul palco Ramona Polizzi, Gianluca Barbagallo, Katy Saitta, Maria Chiara Pappalardo, Adriano Fichera, Diana D’Amico, Barbara Gutkowski, Mattia Puglisi e Verdiana Barbagallo, con la partecipazione di Salvo Saitta nel ruolo di “Lu dutturi Anfusu”. Insieme danno vita a una superba rappresentazione di “U Contra” che, divertendo, mette a nudo le debolezze umane. Al Teatro Musco, dunque, si ride di un mondo che sembra lontano, ma nel quale è facile riconoscersi. Perché la grande forza di Martoglio sta proprio qui: trasformare la paura in teatro e la risata in uno specchio nel quale, tra una battuta e un equivoco, ritrovare le contraddizioni di ieri e quelle di oggi.



