Giovedì 25 giugno, ore 10 – Palazzo delle Scienze, corso Italia 55
Quasi cinquant’anni fa la Legge 833 del 23 dicembre 1978 istituiva il Servizio Sanitario Nazionale, sancendo per la prima volta il diritto alla salute come bene universale e gratuito per tutti i cittadini. Poi vennero le grandi riforme degli anni Novanta. Da allora, però, il mondo è profondamente cambiato — e il SSN non ha tenuto il passo.
A dirlo non sono i soliti critici, ma un pool qualificato di economisti, epidemiologi ed esperti di management sanitario, convinti che senza proposte organiche e coraggiose i principi fondanti del sistema rischino un’erosione irreversibile.
Il paradosso è evidente: la scienza e la tecnologia hanno allungato la vita, trasformato in cronicità ciò che un tempo era quasi un’impietosa sentenza, aperto orizzonti terapeutici impensabili solo un decennio fa. Ma questo stesso progresso ha moltiplicato i bisogni — dalla cronicità alla non autosufficienza — che un sistema ancora disegnato attorno alle acuzie fatica a governare.
Le cause delle difficoltà sono strutturali e si rincorrono. Servizi spesso di qualità, ma frammentati e prestazionali, che scaricano sui pazienti il compito di ricucire un percorso che il sistema non riesce a garantire — penalizzando, inevitabilmente, chi è già più fragile. Un finanziamento pubblico non allineato ai Livelli Essenziali di Assistenza, che produce razionamento silenzioso e allarga il divario tra diritti scritti sulla carta e diritti concretamente esigibili. Una governance debole, disarticolata, incapace di imprimere direzione. Un management troppo spesso scelto per ragioni locali anziché per competenza. E un sistema formativo che continua a sfornare profili lontani dai bisogni reali del Paese.
Il risultato? La fiducia dei cittadini nel SSN come bene comune si erode giorno dopo giorno. E cresce il disagio di chi, nel sistema, ci lavora.
Per questo giovedì 25 giugno prenderà forma una proposta pubblica e partecipata — accessibile sia in presenza sia in modalità virtuale, attraverso una rete di sedi universitarie tra cui l’Università di Catania — che individua i nodi tematici su cui intervenire con una revisione organica della normativa sanitaria, auspicabilmente raccolta in un Testo Unico. Non un documento calato dall’alto, ma un terreno di confronto aperto alle forze sociali, politiche e istituzionali: perché riformare la sanità pubblica è, prima di tutto, una questione collettiva.
L’evento – organizzato a livello nazionale dal Centro di Ricerche sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale SDA Bocconi School of Management – si terrà in presenza dalle 10 nell’aula 5 del dipartimento di Economia e Impresa, al Palazzo delle Scienze (corso Italia 55) coordinata in sede locale dal prof. Giacomo Pignataro, e in contemporanea on line con le altre sedi collegate (Bocconi, Genova, LUMSA, Magna Græcia, Messina, Salento, Scuola Superiore Sant’Anna, Torino e Ferrara).


