«La tutela e la sicurezza del patrimonio culturale siciliano sono e restano una priorità assoluta del governo regionale. Apprendiamo da notizie di stampa di tentativi di creare un allarme, a nostro avviso distorto, sulla sicurezza di numerosi siti culturali, compresi i parchi archeologici. È bene fare chiarezza: questi luoghi sono monitorati attraverso sistemi di videosorveglianza e antintrusione, in molti casi collegati con le forze dell’ordine, e sono interessati da un processo continuo di aggiornamento e potenziamento tecnologico». Lo dichiara l’assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, facendo il punto sui sistemi di sicurezza dei siti culturali dell’Isola.
«Siamo consapevoli – prosegue Scarpinato – delle carenze di personale accumulate nel corso degli anni; un problema che riguarda l’intera amministrazione regionale e che certamente non nasce oggi. Grazie all’azione del governo Schifani, alla revisione dell’accordo Stato-Regione e al percorso di risanamento dei conti, si è finalmente riaperta la stagione dei concorsi. Il settore dei beni culturali, dopo circa 25 anni, ha già avviato nuove procedure: quest’anno, ad esempio, è entrato nel vivo il concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di 10 funzionari archeologi. Ma sappiamo che occorre fare di più. Per questo stiamo lavorando a uno studio specifico per quantificare le reali necessità del settore e avviare un’interlocuzione con il governo nazionale, valutando anche la possibilità di chiedere eventuali deroghe che consentano un maxi concorso finalizzato a colmare progressivamente i vuoti in organico».
«Abbiamo fatto il punto sui sistemi di sicurezza nei siti culturali e sugli interventi realizzati – continua l’assessore – e non diciamo che non esistano criticità o aspetti da migliorare: piuttosto lavoriamo ogni giorno per superarli. Ma una cosa è individuare le necessità e programmare gli interventi, altra cosa è alimentare allarmismi che non restituiscono il quadro reale. Continueremo a investire in tecnologia, sicurezza e personale perché custodire il patrimonio della Sicilia significa proteggere una parte fondamentale della nostra identità», conclude Scarpinato.
Sul fronte della sicurezza ecco alcuni degli interventi già realizzati o in corso nei siti siciliani. Al Parco archeologico di Segesta, che si estende per oltre 150 ettari, da anni è in corso una revisione degli impianti: al sistema di videosorveglianza è stato affiancato un moderno sistema di allarme con sensori e telecamere a infrarossi. Considerata l’estensione del sito e il costo delle tecnologie utilizzate, l’intervento è stato articolato in due lotti: il primo è già completato, mentre il secondo partirà a breve. Le aree più importanti sono monitorate da remoto e con personale presente 24 ore su 24.
Il Museo Pirro Marconi di Himera dispone di videosorveglianza interna ed esterna 24 ore su 24, con conservazione delle immagini per 14 giorni, e di un impianto antintrusione collegato con i Carabinieri della stazione di Termini Imerese. La control room dell’Antiquarium è presidiata 24 ore su 24 e sono funzionanti sia l’impianto antincendio con rilevatori di fumo sia quello degli idranti. Il museo è inoltre inserito in un progetto DISA 1 da 1,5 milioni di euro, che prevede l’ottimizzazione degli impianti tecnologici.
Analoga attenzione riguarda il Parco archeologico di Selinunte, il Museo del Satiro di Mazara del Vallo e il Museo del Baglio Florio. Nell’attuale bilancio sono già stati stanziati 85 mila euro per sicurezza, revisione degli impianti di videosorveglianza e nuove infrastrutture, ai quali si aggiungono 95 mila euro del progetto “Archaeological Park”. La procedura di affidamento sul Mepa è già in fase esecutiva e prevede la fornitura di 60 nuove telecamere, interne ed esterne e dotate di tecnologia avanzata, che si aggiungeranno a quelle esistenti, oltre alla realizzazione di una control room al Baglio Florio. Da qui sarà possibile gestire in maniera centralizzata i sistemi di sicurezza e di allarme dei siti dipendenti dal Parco. La nuova architettura consentirà inoltre di rafforzare la sicurezza delle reti interne attraverso la fibra e l’installazione di un firewall di protezione. I lavori, già in corso, saranno completati entro l’autunno. Al Museo del Satiro il servizio di custodia è articolato in turni di 12 ore e dispone di un impianto di allarme collegato con la Compagnia dei carabinieri di Mazara del Vallo, con un istituto di vigilanza che effettua ronde notturne e con il corpo di guardia di Selinunte. Il Museo del Baglio Florio e il Parco di Selinunte sono invece sottoposti a videosorveglianza 24 ore su 24, con personale presente nel sito sia di giorno sia di notte.
Sistemi analoghi sono presenti nella grande maggioranza dei luoghi della cultura regionali. Il Museo archeologico di Lentini, che ospita il celebre Kouros del VI secolo a.C., è dotato di videosorveglianza e allarme antintrusione, con impianti certificati e collegati alle forze dell’ordine.
Anche il Museo dei Relitti Greci di Gela dispone di sistemi antintrusione e videosorveglianza attivi e funzionanti. L’impianto antintrusione volumetrico viene attivato durante la chiusura del museo e, in caso di accesso non autorizzato, invia automaticamente la segnalazione alle forze dell’ordine. Il sistema di videosorveglianza a circuito chiuso registra le immagini, che possono essere visionate fino a 15 giorni dopo un eventuale episodio. A questo si aggiunge un servizio privato di vigilanza che effettua quotidianamente ronde notturne e interviene in caso di attivazione dell’allarme.


