Il viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Edmondo Cirielli, ha incontrato in Municipio a Catania il sindaco Enrico Trantino, il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi, una rappresentanza della giunta e dell’assise cittadina, l’eurodeputato Ruggero Razza, i parlamentari nazionali etnei Pogliese e Castiglione e i deputati regionali Daidone e Zitelli. Introducendo l’esponente del governo, il sindaco Trantino ha sottolineato come Catania e la Sicilia assumano un ruolo sempre più nevralgico nel Mediterraneo all’interno di questa mutevole congiuntura geopolitica, sostenute anche da uno scalo aeroportuale in forte crescita. Il primo cittadino ha ribadito l’impegno a fornire risposte concrete e servizi a un territorio strategico che ha nella zona industriale il suo epicentro, definendo la presenza del Viceministro un’ulteriore garanzia dell’attenzione riservata dal Governo Meloni alla regione. Nel suo intervento, l’onorevole Cirielli ha rimarcato l’importanza di garantire stabilità e sicurezza, spiegando che per un’area vicina all’Africa come la Sicilia l’obiettivo prioritario deve essere fare in modo che il continente africano non rappresenti una fonte di minacce, terrorismo o immigrazione clandestina, bensì un’opportunità di sviluppo condiviso. Smentendo il luogo comune di un’Africa povera, Cirielli l’ha definita il continente più ricco del pianeta, non soltanto per la presenza di risorse minerarie e terre rare, ma anche per il potenziale legato alle energie rinnovabili e all’agricoltura. Ricordando che il 60% delle terre arabili del pianeta si trova in Africa e che, pur potendo sfamare il mondo, il continente oggi fatica a garantire la propria sussistenza, il Viceministro ha evidenziato la centralità degli investimenti italiani sulla sicurezza alimentare e le enormi opportunità di mercato che si aprono per l’Italia e per la Sicilia. Cirielli si è infine soffermato sul tema degli approvvigionamenti di gas, evidenziando la sicurezza della catena di fornitura italiana grazie a partner strategici vicini come Libia e Algeria nel Nord Africa e l’Azerbaigian per il Medio Oriente, concludendo che le instabilità nel Golfo Persico confermano la bontà della scelta di aver puntato con decisione sulle forniture energetiche dall’Africa settentrionale.



